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Robot a energia solare

Pixies: il robot a energia solare ideato da ingegneri italiani

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La tecnologia ci stupisce sempre e in questo caso a conquistare la nostra attenzione sono stati proprio degli ingegneri italiani. Cos’hanno fatto? Hanno inventato un robot a energia solare. Si tratta di un’invenzione molto interessante e anche molto utile.

Ingegneria robotica ed energia solare: ecco “Pixies”

In Italia, il problema della gestione dei rifiuti è più che mai attuale. Lo stoccaggio dei materiali e delle scorie prodotte nel quotidiano è un’attività che interessa ogni singolo cittadino. Purtroppo, però, la maggior parte delle volte questa attività non viene eseguita come si deve. Da tempo si attuano diverse soluzioni, che per il momento non hanno portato buonissimi risultati.

Una mole eccessiva di rifiuti, stoccata in maniera disorganizzata, potrebbe provocare problemi dal punto di vista della salubrità dell’aria. Questo potrebbe tradursi in una sorta di “avvelenamento” dell’ambiente circostante. Una soluzione al problema enunciato sembra sia stata trovata da tre giovani menti italiane: Flavio Ceccarelli, Pier Paolo Ceccaranelli e Andrea Saliola.

In ogni caso, però, la principale funzione svolta da questi sistemi è quella di catturare e trasformare la luce del sole in energia elettrica. Questo processo avviene in genere grazie alla presenza di “silicio di grado solare“.

I tre, tutti ingegneri e tutti venticinquenni, hanno ideato un robot a energia solare, studiato appositamente per raccogliere e differenziare i rifiuti. Il punto di forza della “creatura”? Sì, è proprio la sua alimentazione: funziona ad energia solare. Non bisogna neanche trascurare il fatto che il robot è del tutto autonomo e opera in maniera automatica grazie alle sue eccezionali potenzialità informatiche. Il robot a energia solare completamente Made in Italy è stato chiamato “Pixies”.

Un’idea da premiare

Entrando nel dettaglio, è utile sapere che questo interessante gioiello di intelligenza artificiale è in grado di svolgere il proprio lavoro per un arco di tempo pari a 12 ore. In questo lasso temporale, Pixies si occupa di raccogliere la spazzatura e di smistarla in base alla relativa entità (carta da un lato, plastica dall’altro e via dicendo!). Trascorse le 12 ore, Pixies torna alla sua “base” per ricaricarsi.

I tre ingegneri hanno ideato il robot a energia solare nell’ambito di un concorso di stampo internazionale, il “Green Alley Award“. La vittoria dell’edizione prevede un premio finale di ben 25.000 euro, a dimostrazione di come la green engineering venga tenuta sempre più in considerazione in ottica lavorativa e professionale.

Pixies, il robot a energia solare, è già attivo

Pixies non è rimasto solamente un progetto sulla carta, ma è già divenuto una realtà. Il primo prototipo del robot a energia solare è già stato costruito utilizzando della plastica riciclata, così da aderire completamente all’iniziativa green dei suoi tre inventori. La plastica è stata combinata mediante l’uso di una stampante 3D, la quale ha permesso di realizzare il dispositivo nella sua interezza.

Dal punto di vista progettuale, Pixies è in grado di operare attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Questa può determinare i movimenti del robot a energia solare tramite l’impiego di sensori avanzati, essenziali per far sì che la creatura possa muoversi persino in condizioni ambientali difficili.

Si pensi, ad esempio, alle caratteristiche degli spazi urbani, contraddistinti da una vasta gamma di ostacoli. Grazie alla presenza di questi sensori di ultima generazione, Pixies potrà valutare al meglio come e dove avanzare, evitando senza problemi gli arredi urbani e simili.

L’operatività del robot a energia solare made in Italy

Sul piano pratico, il prototipo si ricaricherà direttamente in un luogo prestabilito. Una volta fatto, potrà uscire in ricognizione per effettuare la raccolta dei rifiuti, sondando attentamente spazi come parchi e piazze. Il tutto avverrà attraverso l’impiego dell’energia solare, elemento cardine per lo svolgimento delle diverse fasi operative. Ogni singola postazione per la ricarica potrà ospitare due Pixies, che opereranno in maniera distinta.

La capienza di ogni robot è pari a 50 litri, ma ciò che sorprende è la possibilità di riutilizzare quella stessa plastica raccolta nelle operazioni di pulizia… Infatti, proprio come è accaduto per il primo Pixies, la plastica raccolta potrà tornare utile per la concezione di nuovi robot. Questo potrà dare vita ad un interessante e intelligente meccanismo di ricircolo continuo.

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