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Perché investire in impianti fotovoltaici vuol dire combattere la crisi economica e climatica

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Il fotovoltaico guarda al futuro

In Italia sono in atto tante lodevoli iniziative per sostenere l’emergenza sanitaria, tra queste ce n’è una lanciata dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici. Con il titolo 1kWh per il paese, l’ente pubblico, che gestisce la promozione e lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia (come l’installazione di impianti fotovoltaici), ha promosso una campagna – di cui la prima parte si è conclusa lo scorso 15 aprile – che prevedeva che per ogni kWh donato corrispondessero 10 euro alla Protezione Civile per la lotta al Covid-19 raggiungendo una donazione da oltre 500mila euro per.

L’iniziativa del GSE contro il Covid-19

Una bella iniziativa che fa onore all’ente molto sensibile al tema dell’energia pulita. Non a caso, infatti, nel 2018 il GSE ha erogato 11,6 miliardi di euro per l’incentivazione dell’energia elettrica di fonti rinnovabili (tra le quali l’utilizzo di impianti fotovoltaici). Nello stesso anno, inoltre, si è registrato un altro dato importante: circa 1,3 miliardi di euro sono stati investiti in Italia nell’energia solare e nell’eolico. 

L’energia pulita, un settore sempre più in crescita in Italia

A questo si aggiungono i dati del report Green Italy 2019 che evidenza quanto la green economy nel nostro Paese sia ormai una parte considerevole delle imprese italiane: sono oltre 400mila. Un’altra conferma di questo trend sono i numeri dei green jobs. Sulla base di una recente ricerca dell’Istat si tratta di circa 3,1 milioni di unità, ovvero il 13,4 per cento del totale dell’occupazione nazionale. 

Il solare contribuisce alla lotta alla crisi climatica

Oltre agli aspetti di natura economica e sociale, si aggiungono tutte le considerazioni di carattere ambientale. Ovvero, investire nell’energia pulita significa contribuire alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti e inquinanti. Insomma, il mondo della sostenibilità si sta facendo sempre più conoscere e apprezzare. 

Perché le fonti rinnovabili ci salveranno

A fronte di tutte queste informazioni, possiamo affermare che puntare oggi sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica vuol dire guardare al futuro. Nello specifico significa contribuire alla lotta alla crisi economica legata all’emergenza sanitaria in corso, ma soprattutto colpire un altro nemico “invisibile”, forse più pericoloso di un virus: la crisi climatica

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I dati dell’Irena

Secondo un nuovo rapporto dell’Agenzia Internazionale per le energie rinnovabili (Irena), accelerare gli investimenti nell’energia pulita potrebbe far aumentare la crescita globale di 98mila miliardi di dollari entro il 2050. Il rendimento sarebbe, quindi, compreso tra i 3 e gli 8 dollari per ogni dollaro investito. I posti di lavoro nel settore potrebbero quadruplicare, arrivando a 42milioni, le emissioni di anidride carbonica dovuta alla produzione di energia potrebbero calare del 70 per cento. 

Il green deal della Commissione Europea

In questo momento storico, prima della diffusione del Coronavirus nel mondo, il movimento ambientalista era in forte crescita. Soprattutto in Europa, il tema dell’ambiente continua a essere caldo, tanto che la nuova presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, ha indicato come priorità assolute il green deal e l’obiettivo di azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050. A causa dello stravolgimento mondiale per il Covid-19, la legge sul clima attualmente è arenata in parlamento europea perché questo si riunisce solo virtualmente.

L’Italia vuole il green deal al centro della ripartenza

Il 9 aprile scorso i governi di dieci paesi europei, tra cui l’Italia, hanno inviato una lettera alla Commissione Europea chiedendo di mettere il green deal al centro dei piani per la ripresa economica. Insomma, il tema è bollente anche perché sembra sempre più verosimile il nesso tra l’emergenza sanitaria per la diffusione del Coronavirus e il depauperamento della Terra. 

Il PNIEC vuole ridurre il carbone entro il 2025

In Italia il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) ha pianificato l’abbandono graduale del carbone entro i 2025. Si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione verde che per il PNIEC è una necessità. La conversione verde, infatti, attraverso lo sviluppo di tutte le energie rinnovabili, come appunto gli impianti fotovoltaici, è una priorità anche per il nostro paese e che potrebbe sostenerlo fortemente anche dal punto di vista economico e sociale. 

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