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Idro-pannelli fotovoltaici: la novità che arriva da una start up dell’Arizona

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Dagli Stati Uniti arriva Source: idro-pannelli fotovoltaici in grado di produrre fino a 10 litri di acqua potabile al giorno

Le novità nel settore delle energie rinnovabili davvero non finiscono mai. Per esempio, avete mai pensato che i pannelli fotovoltaici potessero anche produrre dell’acqua potabile? Ebbene sì, è possibile. Una società dell’Arizona, negli Stati Uniti, la Zero Mass Water, ha messo a punto degli speciali pannelli fotovoltaici chiamati Source, capaci di captare il vapore acqueo presente nell’aria e di trasformarlo in liquido, lavorandolo affinché diventi acqua potabile. Una svolta che possiamo definire epocale per il futuro del Pianeta. 

Una risposta molto importante all’emergenza idrica mondiale.

Installato sul tetto di un edificio, Source riesce a produrre in media da 4 a 10 litri di acqua al giorno. Questa viene poi raccolta in un serbatoio da 30 litri. Da qui l’acqua viene mineralizza con calcio e magnesio e parte il deflusso che può essere collegato direttamente al rubinetto di casa. Sembra fantascienza, invece è realtà. Questo sistema è nato circa sei anni fa, ma solo negli ultimi due anni è stato reso disponibile per istituzioni e associazioni che gestiscono le emergenze nei paesi in cui scarseggiano le risorse idriche.  Contribuendo in modo significativo al miglioramento dello stile di vita di alcune aree del mondo.

Grazie ai finanziamenti gli idro-pannelli fotovoltaici Source diventeranno sempre più all’avanguardia

L’obiettivo principale di Zero Mass Water è portare acqua sicura e costante al maggior numero di persone. «L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale che è spesso troppo costoso, troppo dispendioso e troppo debole», ha affermato Cody Friesen, fondatore e CEO della start up americana. Questa, inoltre, proprio recentemente ha chiuso l’ultima raccolta fondi – tramite vendita di azioni – raccogliendo 50 milioni di dollari da finanziatori come BlackRock, Breakthrough Energy Ventures e Material Impact Fund.

L’obiettivo di Zero Mass Water è fornire a tutti acqua potabile e sicura

Grazie a queste risorse la start up farà fare un salto di qualità agli idro-pannelli fotovoltaici in termini di tecnologia e innovazione. «Anche nel mezzo di una pandemia globale, le carenze idriche esacerbate dai cambiamenti climatici continuano a rappresentare una grave minaccia. Dobbiamo continuare a creare soluzioni sostenibili», ha affermato Friesen il quale ha aggiunto che «con questo nuovo round di finanziamenti, siamo finalmente in una posizione forte per realizzare la nostra visione di garantire che ogni persona sul pianeta abbia acqua potabile e sicura».

Come funzionano gli idro-pannelli fotovoltaici fotovoltaici

Ma vediamo come funzionano i Source Hydropanels nel dettaglio. Ogni unità produttiva utilizza moduli fotovoltaici per alimentare dei grandi ventilatori con cui viene aspirata e raccolta l’umidità atmosferica. L’acqua presente nell’aria passa attraverso un materiale igroscopico, ovvero in grado di assorbire acqua. 

L’energia solare serve quindi a separare l’acqua dal materiale e a purificarla, rendendola così pronta per la successiva mineralizzazione con magnesio e calcio. Il dispositivo, inoltre, è anche dotato di sensori che monitorano e ottimizzano tutto il processo. Senz’altro si tratta di un passo in avanti per un futuro sempre più ecosostenibile dove le energie rinnovabili sono una risposta importante. Per saperne di più, lo staff di esperti qualificati di Sunprime è a disposizione per approfondimenti e suggerimenti per muoversi in sicurezza nel mondo dell’energia fotovoltaica.

Gli idropannelli nel mondo: installati già in 45 paesi dal prossimo novembre saranno in vendita

Attualmente gli idro-pannelli fotovoltaici Source sono già stati installati in 45 paesi e ora la start up punta al consumatore studiando l’installazione di pannelli residenziali. Infatti dal prossimo novembre gli idro-pannelli saranno in vendita negli Stati Uniti al costo circa di 2000 dollari. L’ultima installazione realizzata è quella a Bahía Hondita, una piccola area caraibica situata nel nord-est della penisola di Guajira, in Colombia. Il territorio ospita solo 500 persone, ma la maggior parte non ha un accesso costante alle risorse idriche. In collaborazione con la Conservation International – Colombia e la stessa comunità della zona, la start up americana ha installato 149 idro-pannelli solari che dovrebbero produrre ogni mese fino a 22.000 litri di acqua potabile.

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