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Produrre energia elettrica di notte? È possibile grazie al calore

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Pannelli-anti solari, una soluzione per produrre energia anche durante le ore di buio.

Riuscire a generare energia durante le ore notturne – quando la luce solare è per forza di cose inesistente – utilizzando però i pannelli solari? Si può con i pannelli anti-solari A prima vista sembrerebbe un paradosso, un qualcosa di impossibile da realizzare. Un controsenso, persino. Ma il progresso tecnologico e lo sviluppo scientifico ci stanno dimostrando ogni giorno di più che è possibile spostare sempre un po’ più avanti l’asticella dei confini e dei limiti di ciò che è, o parrebbe, impossibile. Anche solo da pensare o da immaginare. 

Produrre energia di notte tramite pannelli anti-solari

Un nuovo e recentissimo studio effettuato da un gruppo di ricercatori dimostra che è assolutamente fattibile produrre energia elettrica durante le ore notturne. Come? Semplicemente andando a migliorare significativamente i cosiddetti pannelli “anti-solari”, i quali costituirebbero un nuovo modo pulito e sostenibile per generare energia anche di notte

I pannelli anti solari: come funzionano

Questi nuovissimi pannelli anti-solari funzionano in questo modo: essendo più freddi del calore irradiato dalla Terra durante le ore notturne, sono in grado di raccogliere tutto quel calore sprigionato dal terreno e convertirlo in elettricità. Il tutto utilizzando un semplice generatore termoelettrico.

I pannelli anti-solari, un sistema tra… Terra e Spazio

In poche parole, è noto il funzionamento dei pannelli solari (ma se volete saperne ancora di più, gli esperti di Sunprime sapranno dare risposta a tutte le vostre domande), i quali sono freddi se paragonati al Sole. Per questo ne assorbono la luce, che viene poi convertita in energia elettrica. Allo stesso modo lo Spazio, invece, è molto freddo: se si ha un oggetto relativamente caldo, questo irradierà calore verso lo Spazio, sempre sotto forma di luce infrarossa, quindi capace di generare energia. Ecco come funzionano questi pannelli anti-solari: il corpo caldo che emana calore in questo caso è la Terra e lo Spazio è il corpo freddo che ne raccoglie il calore per trasformarlo in energia.

Un quarto dell’energia rispetto ai pannelli solari

Gli sviluppatori dei pannelli anti-solari dicono che questi possono generare circa un quarto dell’elettricità rispetto ai pannelli solari. Ma gli autori di un nuovo e ancora più recente studio pubblicato nel mese di agosto 2020 sulla rivista Optics Express sostengono di aver sviluppato un metodo che – quantomeno nelle simulazioni empiriche – ha migliorato la generazione di energia in questi pannelli anti-solari portandola fino al 120%.

Il miglioramento del generatore dei pannelli

Il team di ricercatori della Stanford University e del Technion-Israel Institute of Technology ha dichiarato di aver raggiunto questi risultati andando a migliorare il generatore termoelettrico. Hanno utilizzato un materiale ancora più performante per consentire al generatore di scaricare più efficientemente il calore in eccesso.

I ricercatori hanno dichiarato anche che dopo aver testato questi nuovi aggiornamenti, la loro riprogettazione del generatore anti-solare è stata in grado di garantire risultati assolutamente più performanti. Ovvero, questi pannelli hanno generato 2,2 watt di energia per metro quadrato – che corrispondono a 120 volte l’energia prodotta dai precedenti modelli anti-solari.

Si cercano sempre nuovi modi sostenibili per generare energia

I ricercatori sono pronti a sottolineare che c’è una differenza tra mere simulazioni empiriche e un sistema fisico reale. Ma dicono anche che il nuovo design utilizza tecnologia e materiali che sono attualmente facilmente disponibili. Secondo gli scienziati, il design da loro elaborato funzionerebbe abbastanza bene da, teoricamente, convertire il calore per produrre energia anche da altre fonti, finora impensate. Tra queste, ad esempio, anche le auto in corsa. 

Quali materiali utilizzare per produrre i pannelli anti-solari

Tutto è ancora sotto oggetto di studio e sperimentazione. E appaiono alcuni quesiti: il primo dei quali riguarda, ovviamente, quali materiali utilizzare. Perché se per i pannelli tradizionali è generalmente utilizzato il silicio – un ottimo materiale se si tratta di assorbire la luce – non vuol dire che vada altrettanto bene per questo diverso tipo di pannelli. I ricercatori quindi starebbero cercando di capire quale materiale sia in grado di catturare questa luce a una lunghezza d’onda estremamente lunga. In prima linea tra i materiali che potrebbero avere questa capacità ci sono alcune leghe di mercurio.

Generare energia anche in zone remote e sottosviluppate del mondo

Infine, i ricercatori impegnati nel progetto sostengono con assoluta sicurezza che questa loro progettazione potrebbe colmare le lacune provenienti da altre fonti sostenibili e fornire energia affidabile anche in aree remote e sottosviluppate.

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