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Pandemia globale e recessione: il crollo dei consumi e delle emissioni di co2

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Il settore energetico e la recessione globale

Emissioni di co2: tra i vari settori, quello energetico risulta essere uno tra i più colpiti dalla recente crisi economica mondiale: oltre a una contrazione dei consumi, c’è stato anche il crollo dei prezzi dei combustibili fossili, in primis gas e petrolio. Ma si sa, solo da una situazione di crisi e di “rottura” può partire un vero cambiamento e si può ripensare al sistema energetico in modo più virtuoso.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha reso pubblico il Global Energy Review 2020, un’analisi molto dettagliata in cui definisce le best practices per consentire agli Stati del mondo di soddisfare gli obiettivi in ambito climatico, di accesso all’energia e qualità dell’aria, con un occhio di riguardo sull’affidabilità e sull’accessibilità a fonti di energia. Sempre mantenendo un’ottica di concretezza sulla situazione mondiale attuale – ovvero legata all’emergenza Corona virusmercato del fotovltaico: cosa succederà in Italia dopo il Covid – che ha portato il mondo intero a una recessione globale senza precedenti.

Il ruolo dei finanziamenti pubblici

A giocare un ruolo chiave saranno i finanziamenti pubblici, che potranno essere davvero un’opportunità chiave per accelerare la transizione energetica verso fonti rinnovabili. Se si riuscirà a muoversi in questo senso, verso un’ottica green, il mondo potrebbe aver raggiunto il picco delle emissioni di co2 nel 2019. Per poi scendere gradualmente.

Il crollo dei consumi (e delle emissioni di co2)

La IEA si è lanciata anche nel fare alcune stime che riguardano i primi tre mesi del 2020, ipotizzando una riduzione della domanda energetica del 3,8% su scala globale. Per quanto riguarda, più nello specifico, le emissioni di co2, questa riduzione ha superato il 5%. A causa delle restrizioni legate alla mobilità dei cittadini, c’è stato un crollo anche della domanda di prodotti petroliferi (-5%). Più contenute, invece, le riduzioni che coinvolgono l’energia nucleare e di gas naturale.

Le stime per i mesi futuri

Per i mesi futuri del 2020, la IEA stima una riduzione della domanda di energia del 6% rispetto al 2019, che corrisponderebbe a un impatto 7 volte superiore a quello della crisi del 2008. Le emissioni di co2 si ridurranno dell’8% (ovvero di 2,6 miliardi di tonnellate di co2  rispetto al 2019), portando il 2020 ad avere in un solo anno il doppio delle riduzioni di co2 che abbiamo conseguito nelle diverse crisi economiche dal secondo dopoguerra a oggi.

 I timori per il futuro: e se non cambiasse niente?

Immaginiamo il migliore degli scenari possibili, dove la ripresa economica sia caratterizzata da importanti investimenti nel settore: le energie rinnovabili potrebbero crescere ancora di più diventando l’unica fonte energetica in crescita. Ma il timore, ben presentato dall’indagine effettuata dalla IEA, è che – insieme alla ripresa economica – si torni alla situazione pre Covid19, con emissioni di co2 a livelli intollerabili e preoccupanti. 

Il timore di rifare gli stessi errori

Proprio come capitò esattamente 10 anni fa quando, in concomitanza con la ripresa dalla crisi finanziaria globale, le emissioni di co2 hanno segnato il più alto tasso di crescita annuo mai registrato. E proprio in un’ottica di riduzione delle emissioni di co2, entra in gioco il fotovoltaico, che consente di generare energia subito utilizzabile senza produrre scorie, rifiuti e biossido di carbonio. Sunprime è in prima linea per aiutare le aziende a ripensare il proprio approvvigionamento di energia in un’ottica green, sicura ed ecologica. 

I vantaggi del fotovoltaico, scelta lungimirante

Quindi, anche in tempi di recessione, pensare di virare al fotovoltaico diventa una scelta – se non obbligata – sicuramente lungimirante. Il fotovoltaico solare, l’elettricità solare termica e il riscaldamento e raffreddamento solare sono tecnologie oggi ben consolidate, vantaggiose e sicure. Oltre a consente un notevole risparmio economico sul lungo periodo, sono il mezzo più virtuoso per approvvigionarsi energia, senza dipendere da Paesi esteri ed essere toccati da crisi economiche globali.

La situazione italiana

L’Italia ha compiuto notevoli progressi nello sviluppo della politica energetica, in particolare attraverso la pubblicazione della strategia energetica nazionale nel 2013, che stabilisce obiettivi chiari: ridurre i costi energetici, raggiungere gli obiettivi ambientali, rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e promuovere una crescita economica sostenibile. 

Tuttavia, l’adozione della strategia è solo un primo passo verso il raggiungimento delle ambizioni del governo. Monitorare l’attuazione e mantenere lo slancio rappresenterà una sfida per il futuro. La politica energetica italiana è fortemente a favore delle energie rinnovabili e aziende come Sunprime si muovono in questa direzione. 

Il Paese ha conosciuto una crescita impressionante nel settore delle energie rinnovabili e ha continuato a progredire in termini di liberalizzazione del mercato e sviluppo delle infrastrutture. Inoltre, sempre esaminando il periodo di lockdown che sta attraversando anche il nostro paese, l’analisi della IEA conferma che le emissioni co2 connesse ai consumi energetici si sono ridotte in Italia di circa il 35% rispetto ad un periodo di normale attività economica.

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