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Dalla Svizzera in arrivo i pannelli solari a bolle

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Con questi nuovi pannelli solari a bolle realizzati dalla start up Insolight si può ottenere più energia. Spendendo di meno

Prosegue il nostro viaggio nel mondo del fotovoltaico in perenne evoluzione. Abbiamo già visto i pannelli solari che producono acqua e le nuove pellicole adattabili a quasi qualsiasi tipo di superficie (link articolo primi di agosto non ancora online). Ora l’ultima novità arriva dalla Svizzera dove una start up che produce pannelli solari, la Insolight, sta per debuttare sul mercato fotovoltaico con un nuovo prodotto davvero innovativo.

Insolight, per un’efficienza sempre migliore

Si tratta di un nuovo modello di pannelli solari dotati di bolle e per questo in grado di aumentare l’efficienza di conversione fino al 29 per cento. In queste ultime settimane la Insolight ha infatti raccolto 5 milioni di franchi (circa 4,6 milioni di euro) per la produzione che si aggiungono ai 10 milioni di euro già concessi dall’UE al consorzio di ricercatori e imprese che si occupa della realizzazione di questo prodotto, l’Hiperon. 

Cosa sono i pannelli solari a bolle e perché sono così apprezzati

In primo luogo i pannelli solari a bolle sono molto apprezzati dagli esperti del fotovoltaico perché i test hanno registrato un aumento dell’efficienza del 29 per cento, ovvero quasi un + 10 per cento rispetto ai modelli standard. Un dato che da solo basta e avanza perché questo prodotto abbia successo. Questo aumento considerevole è dovuto a un insieme di fattori che fanno sì che i pannelli solari a bolle consentano una resa massima. Vediamo insieme quali sono queste caratteristiche.

Il rivestimento ottico e le lenti esagonali

La scelta del rivestimento ottico per il pannello che gli conferisce l’aspetto a bolle è una delle caratteristiche principali che rende il prodotto performante. L’altra peculiarità è il vetro protettivo che contiene diverse file di lenti esagonali capaci di indirizzare i raggi solari su piccoli segmenti fotovoltaici dell’ordine di pochi millimetri quadrati.

La svolta: il sistema di micro-tracciamento brevettato dalla start up

Ma la caratteristica considerata davvero innovativa è il sistema di micro-tracciamento, brevettato proprio dalla start up svizzera. Questo infatti consente di catturare il 100 per cento della luce incidente sul pannello, indipendentemente dall’angolo di incidenza.Sembra che queste lenti siano in grado di muoversi di pochi millimetri nell’arco della giornata, in modo da tracciare le differenti posizioni del sole rispetto al pannello. In questo modo le celle sono sempre allineate. Questo significa che questi moduli solari sono in grado di massimizzare il loro lavoro.

«Meno spazio occupato, più risparmio», dichiara la Insolight

Inoltre, in questo modo si riduce il costo per spazio occupato. L’azienda, a tal proposito, ha dichiarato che «l’ingresso della luce viene potenziato otticamente e i moduli Insolight possono raggiungere un’efficienza ottimale con solo lo 0,5 per cento della superficie coperta da celle. Questo approccio riduce drasticamente il costo del fotovoltaico per spazio occupato».

Proprio per questa caratteristica, i pannelli solari a bolle sono particolarmente adatti per essere installati su tetti e coperture. Grazie ai materiali – e al loro peso – questo prodotto è un’ottima scelta da valutare se si è intenzionati a passare al fotovoltaico

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Il sistema ottico è applicabile anche ai pannelli solari classici

Un’altra informazione interessante è che se già si è in possesso di un impianto fotovoltaico è possibile aggiungere l’installazione solo del sistema ottico per massimizzare la produzione di energia.

La start up innovativa ha anche ideato una versione translucida (si chiama THEIA) ideata per l’agricoltura oppure per l’integrazione architettonica. Questi pannelli sono particolari perché dispongono di una regolazione dinamica della luce incidente sul pannello. Questo vuol dire che la loro struttura permette di passare da una modalità in cui il pannello produce elettricità e alle superfici sottostanti viene trasmessa solo luce solare diffusa, ad una modalità di “trasmissione massima” in cui tutta la luce oltrepassa il pannello.

Secondo Laurent Coulot, amministratore delegato di Insolight, sembra che «Il mercato agrivoltaico potrebbe essere relativamente nuovo, ma vale già circa 650 milioni di euro, con una capacità installata totale di 5 GWp».

Il primo test in Spagna ha già dato un aumento delle colture del 20 per cento

Inoltre, sono già stati fatti dei test nel campo dell’agricoltura che hanno portato dati significativi. La Fondazione Tecnova, centro agricolo in Spagna, ha sperimentato questo sistema e ha registrato un aumento della biomassa delle colture del 20 per cento, creando un microclima favorevole, proteggendo le piante da condizioni climatiche estreme e modulando la luce solare incidente.

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