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Amianto, un problema ancora irrisolto

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L’amianto (o Asbesto), è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.

Grazie alle ottime caratteristiche termoisolanti e fono assorbenti, , la presenza di numerosi giacimenti ed il loro basso costo,  l’amianto è stato impiegato fin dall’antichità nell’edilizia, ed in particolare ne è stato fatto ampio uso a partire dal ventesimo secolo combinandolo col cemento, creando un materiale meglio conosciuto come “eternit”,  per la produzione di piastre (ondulate e piane) o tegole per l’applicazione in copertura.

Un minerale fuorilegge

Nel corso degli anni è stato provato che la presenza delle fibre di amianto nell’ambiente comporta inevitabilmente dei danni a carico della salute, anche in presenza di pochi elementi fibrosi. L’amianto è un agente cancerogeno, particolarmente nocivo per la salute è appunto il fibrocemento presente nelle strutture in eternit particolarmente friabili e quindi soggette a danneggiamento o frantumazione. La produzione, la lavorazione e la vendita dell’amianto sono fuori legge in Italia dal 1992. La legge n. 257 del 1992, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti all’estrazione e alla lavorazione dell’asbesto, è stata la prima a occuparsi anche dei lavoratori esposti all’amianto.

In Italia ancora troppe strutture contenenti amianto

in Italia sarebbero ancora circa 370mila le strutture contenenti amianto, così come censite dalle Regioni nel 2018 (dato sottostimato a causa dell’incompletezza dei dati forniti dalle regioni). Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona), non si tratta solo di siti dismessi in via di bonifica, ma anche di 2.400 scuole250 ospedali ed oltre 300mila chilometri di tubature. A questi si aggiungono diversi impianti sportivi e mille tra biblioteche ed edifici culturali. Si calcola che la presenza sul territorio nazionale di oltre 40 milioni di tonnellate di amianto causi 6.000 decessi ogni anno di mesotelioma (1.900), asbestosi (600), e tumori polmonari (3.600).

Quali provvedimenti?

La questione amianto è quindi ben lontana dall’essere risolta anche perché queste patologie possono emergere anche dopo decenni dall’esposizione.

Sono state avviate numerose iniziative per affrontare il problema, tuttavia sia la mappatura dell’amianto che i Piani Regionali Amianto sono rimasti strumenti insufficienti e poco partecipati per risolvere un problema complesso e diffuso.

Hanno avuto successo?

Dal punto di vista dell’incentivazione economica per facilitare privati ed aziende nella rimozione e smaltimento dei rifiuti contenenti amianto, detrazioni fiscali e  piccoli bandi e finanziamenti a fondo perduto ai comuni non hanno dato una spinta sufficiente e non avuto l’impatto sperato. 

In questo contesto gli unici provvedimenti che hanno avuti effetti significativi sono stati gli incentivi per lo smaltimento, rifacimento copertura ed installazione di fotovoltaico previsti dal Conto Energia. Come emerge dal report “Liberi dall’Amianto” di Legambiente del 2018, è stato infatti l’unico intervento efficace in grado di dare una importante scossa al risanamento ed alla bonifica del territorio dall’amianto.

Il Fotovoltaico come strumento per liberarci dall’amianto

È chiaro allora come gli incentivi per la rimozione di amianto, rifacimento copertura con fotovoltaico siano uno strumento centrale per affrontare un problema molto grave.

Nell’Agosto 2019 e stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica il “Decreto Fonti Rinnovabili” (cd. “Decreto FER) che prevede l’incentivazione della realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici con facilitazioni per chi contestualmente rimuove l’amianto dalla copertura.

Un premio per chi rimuove l’amianto dalla propria copertura

Per chi rimuove amianto dalla copertura per poi installare l’impianto fotovoltaico, è previsto un ulteriore premio di 12 € per ogni MWh prodotto; in quest’ultimo caso si dovrà dimostrare di aver effettivamente rimosso l’amianto e la superficie dei pannelli fotovoltaici non dovrà superare quella dell’amianto rimosso.

Nonostante non ci siano obblighi di rimozione sulle coperture in amianto per i proprietari dei fabbricati è chiaro che si tratta di interventi che prima o poi dovranno essere effettuati, e risulta quindi conveniente approfittare degli incentivi messi a disposizione dal Decreto FER.

Ad oggi l’incentivazione del Decreto FER alla realizzazione di nuovi impianti in sostituzione di amianto ha già prodotto buoni risultati con 49 MW di impianti che hanno già ottenuto la tariffa incentivante e con 750 MW di capacità incentivabile ancora disponibile è possibile raggiungere obiettivi importanti e bonificare oltre 750.000 mq di coperture.

Ulteriori semplificazioni per accelerare la transizione

Ci sono novità anche dal punto di vista autorizzativo per il fotovoltaico in sostituzione dell’amianto grazie alle recenti modifiche del  DL 16.07.2020  (cd.“Decreto Semplificazioni”),  che prevede la semplice presentazione di una la Dichiarazione di Inizio Lavori Asseverata per procedere alla realizzazione dell’intervento.

Inoltre i recenti chiarimenti relativi al decreto FER hanno chiarito aspetti sostanziali che danno maggiore flessibilità all’applicabilità degli incentivi:

  • non è necessario che l’area dove è avvenuta la sostituzione dell’amianto coincida con quella dove viene installato l’impianto, purché l’impianto sia installato sullo stesso edificio o in altri edifici catastalmente confinanti nella disponibilità dello stesso soggetto;
  • gli impianti fotovoltaici potranno occupare una superficie maggiore dell’amianto sostituito, fermo restando che in tale caso saranno decurtati proporzionalmente in modo forfettario i benefici aggiuntivi per la sostituzione dell’amianto.

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Alla luce di quanto sopra sembra proprio che rimuovere l’amianto oggi sia un’occasione per bonificare il proprio fabbricato e beneficiare di un incentivo economico che non durerà per sempre.

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